martedì 5 gennaio 2010

THE BEST NETBOOK!

I own an Acer Aspire One A150-Bw (seashell white) it's a 8.9" LCD netbook with N270 CPU and a i945GMS chipset with a i950GMA inside, the HD is a 160Gb@5400rpm and the istalled memory was originally of 1Gb (512Mb on board+512Mb on a module), now the RAM is 1,5Gb.
It has a standard amount of connections ports, 3 USB2, 1 ethernet LAN, 1 standard VGA 15 pins, 1 mic jack and 1 headphone jack and 2 slots for memory cards, one only for SD cards and one multy (SD, XD, Memory Stick...). The wirless connection is assured by a Atheros AR5BX card with standard G, there isn't any Bluetooth chip inside!
The pc, considering the hardware, is fast and reactive, I use Ubuntu Linux with an optimized kernel (2.6.30-5 Skumpic), by now with this kernel and the intel driver integrated I can get the fastest vga capabilities, I can run compiz desktop with the various desktop effects enabled and have a compizbenchmark not under 50fps with a youtube flash running and the cube desktop in rotation!!! I can also play Enemy Territory and Quake on the web. I can also get a video from an analogue camera Hi8 thru a Dazzle DVC-101 with cheese, the resolution is set medium but the result is not bad!
The AOA 150 is very beatiful and solid but it's not the best netbook!
For this kind of pc the powerfull CPU is the N280 wich runs at 1.66Ghz@667fsb the N270 runs a bit lower, 1.6Ghz@533Mhz but the speedest bus of the first enache also the global system frequency, RAM and VGA runs faster than with a N270.
Generally a netbook equpped with N280 CPU allows to use an amount of 2Gb of RAM.
The wireless connection is the base for a netbook and a standard N is the best by now, not so important is the Bluetooth but it's better havig it and with a 2+EDR standard.
Many are the netbooks with this hardware inside but there is one that have one more feature.
The capability of OVERCLOCKING the sistem by pressing some keys!
This is the MSI U100 plus series, the overclock capability is guaranteed by the MSI bios, while you are running your SO, on demand, you can overclock by pressing two keys.
In my opinion the beautiful netbooks are acer's but also MSI is good.

lunedì 9 novembre 2009

Ubuntu 9.10 Karmic Koala e Network Manager

Network Manager è sempre stata una rogna per me in quanto, nella mia esperienza, non sono mai riuscito a connettermi contemporaneamente ad internet via chiave usb HSDPA e ad una rete lan o wan. La soluzione finale è stata la sostituzione di NM con wicd con il quale sono riuscito a gestire meglio anche il wireless mentre per HSDPA ho utilizzato wader. Questa soluzione mi ha consentito non solo di navigare in lan e internet contemporaneamente ma anche di gestire sms ed agenda della simcard.
Altro programma HSDPA dalle stesse caratteristiche è UMTSmonitor ma a questo ho preferito wader per il suo look più GTK.
Ora con Karmic varie cose sono migliorate tra le quali NM che gestisce quasi bene la mia Huawei E169 e la wireless Atheros AR5BXB63 ma che tutt'ora non consente connessioni multiple. Poi per quel che riguarda la E169 spesso prima che NM effettui lo switching in modalità modem HSDPA devo scollegare e ricollegare un paio di volte la chiavetta.
Come se non bastasse, provando ad installare wader, mi sono accorto che non lo si può fare a causa di python che sembra essere ad una versione superiore a quella richiesta come dipendenza (python<<2.6). Devo ancora provare con UMTSmonitor.
Non mi capita spesso di dover utilizzare HSDPA e lan o wan insieme tuttavia poter contare su tale capacità non è poco e quando ti serve scollegarti per riconnetterti dall'altra parte è veramente pesante...
Alla fine NM non merita ancora il suo nome nonostante ora supporti anche il Bluetooth, facevano meglio a sistemare altro piuttosto che aggiungere una feature...
Sul sito di wader ho notato che l'autore ha aggiunto i ppa per karmic tuttavia inserendo i repos e cercando wader non si trova nulla...
Al momento ci si può accontentare, Karmic sembra più veloce in avvio, legge gli archivi di massa delle chiavette HSDPA, cosa che con Jaunty non accadeva, ha una bella grafica e supporta magnificamente i netbook (da cui sto scrivendo).

venerdì 4 settembre 2009

Sansa FUZE & ROCKbox...


Finalmente dopo una lunga attesa è stata rilasciata la beta di ROCKbox per il FUZE! Scaricando i due file da qui e da qui, basta copiare il primo file ed il secondo scompattato, che è una cartella, nella root del FUZE, scollegare il lettore e riavviarlo, attendere e ROCKbox avrà preso il suo posto accanto al firmware di fabbrica. All'accensione per avviare con il software originale basta tenere premuto il tasto <<|. Le limitazioni di questa beta per quanto ho potuto constatare sono effettivamente una durata inferiore della batteria, cosa che gli sviluppatori sistemeranno, e la connessione USB che a me con il ROCKbox attivo non fa riconoscere il FUZE alla mia distro Linux (Jaunty9.04x86 e 64), tuttavia il FUZE rileva la connessione in quanto il display mostra lo spinotto USB. Ho installato Doom che gira a meraviglia e provato tutti i giochi ed applicazioni senza riscontrare alcun problema! Al momento i video gestiti sono solo MPEG1 e 2 ma non si escludono codec di estensione in futuro.

lunedì 1 giugno 2009

JCM 800 1959

Dopo l'acquisto di questa testa mi sono reso conto che in tutto il web, ma soprattutto nei siti specializzati, non si parla molto di quest'ampli anzi, spesso utenti di forum musicali postano domande circa il nome di questo strano modello e ne chiedono le caratteristiche. Nella produzione delle testate la Marshall non ha fatto grandi rivoluzioni in termini di progettazione fino all'uscita del JCM 800 2210 che fu il primo split channel (2 canali) con riverbero dove il canale distorto è boostato da circuiti a stato solido, una sorta di pedalino dentro all'ampli. Tutti i modelli JCM 800 precedenti (2203, 2204, 1987 e 1959) non sono altro che vecchi e conosciuti progetti in una nuova veste (per gli anni '80). Alla fine il JCM800 1959 non è altro che il circuito di una PLEXI SUPER LEAD da 100Watt nel "nuovo" cabinet del JCM 800. Unica differenza per questo circuito è il numero di filtri/caps (condensatori) presenti, sei nel progetto originale PLEXI mentre ve ne sono tre in quello del JCM 800 1959. Non vi dovrebbero essere differenze in quanto a scapito del numero dimezzato di caps nel nuovo 1959, questi hanno capacità doppia rispetto ai primi e perciò i conti tornano, tuttavia si dice che le PLEXI abbiano un sound più morbido mentre gli 800 1959 sembrano essere più acidi. Per quanto ne so tutti motano valvole di pre ECC83 e finali EL34 dal sound british.
Dovendo fare una sorta di scheda tecnica il JCM 800 1959 SUPER LEAD è una testata dual channel da 100Watt con sei pot per i controlli di presence, bass, middle, treble, volumeI e volumeII e con quttro imput di segnale, uno high ed uno low per canale. L'ampli non è provvisto di send e return nè di reverb. Una pratica che si usa fare su quest'ampli è il ponte tra i due canali attraverso un cavo a due jack in modo da miscelare le diverse sonorità agendo sui volumi (come in foto). Non essendo un Master Volume per far saturare le valvole ed ottenere la distorsione si può solo che alzare il volume e ciò implica che un comune mortale per suonare con tale ampli DEVE o applicarci un Master Volume o procurarsi un attenuatore di potenza.
Per descrivere il sound l'unica cosa che personalmente posso dire è AC/DC, Van Halen, Jimmy Page. Il soud è talmente pieno che non fa sentire la macanza del riverbero.

venerdì 15 maggio 2009

ACER Aspire ONE A150-BW UPGRADES


Me lo hanno regalato i carissimi colleghi di lavoro per il trasferimento vista la mia passione per l'informatica. Personalmente non avevo mai preso in considerazione un PC di tale tipologia visto che già possiedo un il fantastico HP Compaq NX7400 dell'offerta Alice tutto incluso a cui ho upgradato TUTTO. Nonostante ciò quando ho aperto il pacco regalo la sorpresa è stata graditissima, avevo un nuovo giocattolo con cui "sudare". Il modello è dotato di 1Gb di ram ed HD da 2.5" da 160Gb. Nel Netbook ERA preinstallato ICS P edizione per ultraportatili che non sembrava male fino a quando, dopo pochi minuti d'uso in rete, l'antivirus non ha cominciato a segnalare intrusioni varie. Ci sono anche i modelli con Limpus Linux preinstallato ma questi hanno una dotazione hardware che, nonostante il Sistema Operativo ridotto e per natura più scattante di ICS P, lo rendono troppo lento per applicazioni diverse dalla semplice navigazione web e per il multimeda. La causa è l'HD di tipo solid state che nonostante il basso consumo, offrono un transfert rate max sui 45Mb/sec in lettura ed il dato è ancora inferiore in scrittura. Fortunatamente questo non è stato il mio caso avendo il mio Netbook un HD standard da 2.5". Ma le sorprese riguardo alla bontà del modello dovevo ancora scoprirle del tutto. Navigando si legge spesso che l'unico upgrade fattibile consiste nell'aumento di ram fino a raggiungere gli 1,5Gb supportati dal chipset, un i950GSE, e che per fare questo si deve letteralmente smontare il PC in quanto non vi è uno sportellino apposito. Vado perciò subito alla ricerca di istruzioni o di esperienze a riguardo sul web che non fatico a trovare. Una volta aperta la macchina scopro alcune cose che me ne fanno apprezzare la fattura ovvero scopro che l'HD è da 5400rpm contro i più standard e scarsi 4200rpm e che è del tipo SATA e non ATA come i primi modelli di Aspire ONE messi in commercio un anno fà, inoltre il modulo wireless è del tipo mini PCI-E e perciò sostituibile. Scopro inoltre che i 512Mb di ram onboard sono DDRII della Nanya con velocità fino a 667Mhz così come i 512Mb della Samsung montati nello slot di espansione, tuttavia a causa del processore la velocità del bus è di 533Mhz per tutto il sistema. Le mie conclusioni sono che l'Aspire ONE A150-BW è proprio una bella e ben fatta macchina che se tirata a dovere non è detto che si possa utilizzare solo per web browsing o per il multimedia. Gli upgrade si possono fare su ram fino a 1,5Gb, sull'HD con uno più capiente e magari da 7200rpm e in caso di necessità sul modulo wireless che da uno standard G si può portare ad uno Draft-N con Wimax. Volendo per i più intraprendenti è possibile la sostituzione degli altoparlanti in quanto quelli di serie sono più che altro dei tweeter perciò con zero resa dei bassi ed un conseguente feel microfonato. La cosa che più di tutte mi ha stupito è lo schermo di tipo Glossy che con una risoluzione di 1024x600 su 8.9" offre una grana finissima risultando in immagini veramente definite. Forse i 600 pixel in ordinata sono pochi per certe applicazioni ma ho trovato sulla baia schermi da 8.9" WXGA con risoluzioni di 1280x768 che dovrebbero risolvere problemi di visualizzazione con alcune applicazioni ed aumentare di conseguenza la definizione. Su questo upgrade un po' insolito devo documentarmi ma non ne escludo la fattibilità, anzi, l'unica controindicazione sarà senza dubbio un calo di prestazioni grafiche dovuto al maggior numero di pixel da gestire. E' possibile l'installazione di pannello touchpad che per chi si sposta con il netbook consente a chi odia come me il touchpad di non portarsi dietro il mouse. Alla fine mi sento di dire che fatto l'upgrade di ram fino a 1,5Gb e magari, ma non necessario per chi dispone di HD da 5400, di HD con uno da 7200rpm, questo è un PC che copre le esigenze del 70% dell'utenza che solo per navigare e vedere filmati si prende Notebook più o meno potenti. Peccato che sull'A150 non ci sia montato un N280 che aumenterebbe il bus a 667 per tutto il sistema con conseguente aumento delle prestazioni video.
Sull'A150 con HD sata consiglio di installare Linux, io ci ho messo la UBUNTU 9.04 Jaunty, la procedura è semplice:
- scaricate UNETBoot che è multi piattaforma (Linux, uinzozz) oppure con Linux installate USB Startup Disk Creator;
-scaricate l'immagine di Linux che desiderate (ma potrebbe essere l'immagine di un qualsiasi altro S.O.);
-dopo aver inserito una USB memory abbastanza capiente (1-2Gb) lanciate il programma di cui al punto primo e scegliete l'immagine del S.O. da installare;
-riavviate la macchina con l'USB appena creata inserita e con settato nel bios il boot da usb come prima periferica e seguite le istruzioni di installazione.
Non avrete più un pesante antivirus in background né più alcun virus che vi tormenti ed in più la grafica sarà veramente veloce anche con compiz.
Io con compiz attivo gioco tranquillamente a Enemy Territory...

giovedì 7 maggio 2009

Sansa Fuze.

Cercando in giro un lettore multimediale con caratteristiche superiori a quelle della semplice riproduzione audio da non spendere una cifra e soprattutto interfacciabile col mondo linux, sono incappato sul Sansa Fuze. Dapprima ha catturato la mia attenzione per il suo look così accurato che quando ho letto che il produttore era Sandisk quasi non ci credevo! Abituato a vedere tutte quelle memorie da prezzo della ditta, mai avrei immaginato che potesse uscire con un pezzo di tale fattura ma le sorprese non finiscono qui. Innanzitutto i prezzi: i modelli sono tre, da 2, 4 e 8Gb con supporto per microSD rispettivamente da 2, 4 e 8Gb con prezzi da 49,90€, 54,90€ e 63,90€ (alla data del 15.04.2009 presso PCcity). I prezzi viste le capacità e gli altri prodotti di categoria erano i migliori, non mi restava che valutare le caratteristiche. Il Sansa Fuze supporta i formati audio MP3, OGG, FLAC, WMA, secure WMA, WAV, Audible, il formato immagine jpeg e per il video l'MPEG4con particolari caratteristiche come accade per i lettori multimediali. Nelle caratteristiche è specificato il pieno riconoscimento del lettore dal sistema linux in modalita memoria di massa (USB settings to MSC). Una volta a casa l'ho subito collegato al pc ed in effetti sia con l'impostazione USB auto che MSC su Linux il FUZE è stato riconosciuto ed il sistema chiede se aprire con Rithmbox o altro.
Per l'audio basta copiare i brani in /music e per i video in /video e così via per le altre categorie. Brutta sorpresa quando ho scoperto che il supporto per Linux era relativo unicamente alla memoria di massa e non per quanto riguarda la codifica dei video per il FUZE. L'unico programma per questo è per uinzozz ed inoltre il FUZE richiede una codifica particolare che non sono riuscito ad effettuare con nessun programma diverso dal suo. Alla fine vi ho rinunciato ma solo perché attendevo l'uscita di una release di Rockbox per il FUZE.

mercoledì 11 marzo 2009

ATA VS SCSI

Nell'attesa di recuperare su ebay un controller SATAII PCI a prezzo abbordabile da installare nel mio sistema K6III+ al fine di eliminare il collo di bottiglia costituito dal sistema disco, ho recuperato da un vecchio server con PentiumII fuori uso tre dischi Quantum ATLAS IV da 9.1Gb SCSI 160 ed ho subito pensato di testarli con un altrettanto vecchio controller che avevo, un Adaptec SCSI 2940UW. Premetto di non aver mai avuto alcuna esperienza con i sistemi SCSI e pertanto per la corretta installazione e configurazione mi sono prima documentato. 
Nonostante la documentazione da me reperita fosse esauriente e completa inizialmente ho avuto dei problemi con la corretta configurazione del lettore CD-ROM ATA il quale anche se riconosciuto non effettuava il boot. Il problema si è risolto solo configurando questo con i ponticelli su CABLE SELECT e collegandolo in modo che fosse SLAVE sul secondo canale ATA della mobo.
Ad installazione e configurazione ultimata sono partito con l'installazione di Ubuntu 8.04 e già qui si sono notate le prime differenze.
Prima con il controller PCI Hot Rod 100 ed un disco ATA133, perciò in UDMA5, la medesima installazione si bloccava al 6% e poi, dopo snervanti attese, il sistema diceva che qualcosa era andato storto allora provando l'installazione con Ubuntu 7.10 che subiva una snervante pausa al 6%, questa terminava dopo circa 2 ore senza dare errori ottenendo un sistema correttamente installato. Ora con lo SCSI e con Ubuntu 8.04 l'installazione è proceduta con regolarità anche se non in tempi brevi, più di un'ora, ma comunque senza dare problemi e risultando in un sistema installato con successo.
Durante il boot del SO con lo SCSI non si notano miglioramenti in termini di tempo ma a sistema caricato quando si avviano altri programmi il tutto è più reattivo ovvero mentre con l'ATA100 un programma tipo GIMP veniva caricato e reso disponibile a rate ora con SCSI si assiste ad un caricamento che tende ad offrire alla fine un'applet completamente pronta. Altro esempio potrebbe essere la finestra del menù Ubuntu che con ATA100 prima si apriva in grigio e durante il caricamento offriva tutte le icone del menù, ora con lo SCSI si preme sul pulsante Ubuntu ed il caricamento offre subito un menù completo anche se non immediato ma comunque più veloce che con ATA100.
Tutto ciò anche se non ha eliminato il collo di bottiglia del sistema disco mi ha aperto gli occhi su come questo ATA non sia mai stato ciò che si credesse. 
Ho sostituito un sitema ATA100 con trasferimento massimo teorico di 100Mb/sec. con uno SCSI UW da 40Mb/sec. avendo risultati se non uguali addirittura migliori!!!
Tenendo conto che nell'ATA100 i 100Mb/sec. sono teorici ipotizziamo che ne trasferisca la metà perciò 50Mb/sec., comunque lo SCSI dovrebbe essere inferiore ed invece NO!
Ma allora perché si spacciano i sistemi ATA identificandoli con i loro limiti teorici quando nella pratica i trasferimenti non sono neanche del 40% di quel valore???
La stessa cosa vale per ATA133, SATAI e SATAII. 
Se prima stavo cercando un controller SATAII per poi dover comprare anche un disco SATAII, ora cerco solo, e l'ho già trovato, un controller SCSI UW160 che senza dubbio è migliore di qualsiasi sistema SATAII...
Tutti siamo abituati a riempirci di dischi prima PATA ora SATA solo perché i produttori forniscono le mobo con tali controller che a loro costano niente ed a noi li fanno pagare sazio per non parlare dei relativi dischi ed alla fine viviamo con sistemi che fanno il singhiozzo e siamo pure contenti!!!
Provate SCSI una volta e non lo lascerete mai più. GARANTITO.